AMERICA/HAITI - Due suore uccise dalle bande armate a Mirebalais

giovedì, 3 aprile 2025

Port-au-Prince (Agenzia Fides) – Due suore, appartenenti alle Piccole Sorelle di Santa Teresa di Gesù Bambino, sono state assassinate a Mirebalais, nel centro di Haiti, da membri di bande armate che da lunedì scorso hanno invaso la zona. A confermarlo ai media locali è stato l’Arcivescovo di Port-au-Prince, Max Leroy Mésidor, che ha aggiunto: “È una perdita immensa per la comunità”.

Evanette Onezaire e Jeanne Voltaire, sono rimaste uccise lunedì mentre la città di Mirebalais era stata oggetto di attacchi armati da parte della coalizione criminale Viv Ansanm. Le violenze hanno preso anche forma di assalti a esercizi commerciali, stazioni di polizia e anche a una prigione, dalla quale sarebbero fuggiti oltre 500 detenuti.

Secondo quanto riportano media locali, le due religiose lavoravano nella scuola di Mirebalais e si erano rifugiate in una casa, con una ragazza, durante gli attacchi. Le bande armate però, entrate nell’appartamento avrebbero uccidendo le due suore e tutte le altre persone presenti.

Ad oggi la situazione a Mirebalais appare tragica. Il delegato dipartimentale del governo nella zona, Frédérique Occéan, ha dichiarato che i cadaveri in decomposizione ricoprono le strade della città, diffondendo un odore nauseabondo. Le autorità municipali risultano assenti e molti residenti sono fuggiti.

Media haitiani riferiscono anche che le bande armate avrebbero preso di mira nelle ultime ore anche l’Ospedale Universitario di Mirebalais. Nella giornata di ieri, a migliaia sono scesi nelle strade della Capitale per manifestare contro il peggioramento della situazione e l'aumento degli attacchi da parte delle bande.

Alle proteste hanno partecipato anche sfollati che vivono nei campi attigui a Port-au-Prince dopo aver dovuto abbandonare le loro case, insieme agli abitanti dei quartieri di Canapé-Vert (dove la popolazione resiste alle minacce dei gruppi armati che cercano di invadere l’area), Turgeau, Carrefour-Feuilles, Pacot, Debussy, Delmas e zone vicine. La Polizia Nazionale di Haiti ha usato gas lacrimogeni per disperdere la folla quando è arrivata alla Ville d'Accueil, sede del Consiglio Presidenziale di Transizione (CPT) e del governo.

Solo lo scorso anno, stando ai dati diffusi dall’Onu, le violenze hanno causato ad Haiti almeno oltre 5600 morti (mille in più rispetto all'anno precedente), oltre 2mila feriti e circa 1500 sequestri di persone. L’Alto Commissario dell’Onu per i Diritti Umani, Volker Türk, solo poche ore dello scoppio delle violenze a Mirebalais aveva riferito che almeno 4.239 persone sono state assassinate e 1.356 ferite ad Haiti tra luglio e febbraio con armi arrivate illegalmente dall'estero, nonostante l’embargo imposto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. (F.B.) (Agenzia Fides 3/4/2025)


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