AFRICA/CONGO RD - Da AFDL a M23 le maschere della guerra imposta all’est della RDC

martedì, 18 febbraio 2025 guerre  

Kinshasa (Agenzia Fides) – “Vien da pensare a volte che i poveri siano irrimediabilmente persi” afferma con amarezza in una comunicazione con l’Agenzia Fides una fonte della Chiesa da Bukavu, il capoluogo del Sud Kivu conquistato dai ribelli dell’M23 appoggiati dall’esercito ruandese (vedi Fides 17/2/2025). “Città dopo città, villaggio dopo villaggio anche il Sud Kivu sta cadendo. E ancora i sapienti parlano di dialogo, si propongono come mediatori, senza avere il coraggio di dare il nome alle cose” afferma la nostra fonte che sottolinea come non si tratti di un conflitto interno alla Repubblica Democratica del Congo ma di un’aggressione esterna.
“Il Paese è aggredito, da anni, con un’accentuazione dal novembre 2021, quando l’M23 ha ripreso le armi. L’M23 è la nuova maschera dell’occupazione ruandese: nel tempo si chiamò AFDL (Alliance des Forces Démocratiques pour la Libération du Congo), RCD (Rassemblement Congolais pour la Démocratie), CNDP (Congrès National pour la Défense du Peuple)…, e sempre è servito a dare un volto congolese a un progetto di invasione che non ha il coraggio di dire il proprio nome”. “Regolarmente preceduto da disordini, saccheggi, uccisioni, l’occupante arriva presentandosi come salvatore. Nelle sue mani non ha il rispetto del diritto che lui stesso ha infranto, ma bastone e fucile. E gli abitanti di Bukavu hanno cominciato ad assaggiarlo. Oggi, grande meeting, presenteranno i nuovi capi e le nuove norme” riporta la fonte. Come segno di una ritrovata “normalità” l’M23 ha riaperto oggi, 18 febbraio, i collegamenti lacustri tra Goma e Bukavu.
“Intanto nella Piana di Ruzizi le forze ruandesi e dell’M23 stanno ancora avanzando ed hanno già in mano Luvungi” sostiene la fonte di Fides.
Secondo la nostra fonte la popolazione appare rassegnata al nuovo stato delle cose: “E noi ci meraviglieremo che la gente applauda. Applaudirà la mamma che ha visto marcire in questi giorni i pomodori che vendeva e che conosce il pianto dei bambini che non trovano sonno per la fame. Applaudiranno gli uomini e i giovani che sanno di dover far di tutto per non essere scambiati per soldati in civile o miliziani filogovernativi. Applaudirà forse anche una gioventù sbandata a cui da decenni non è stata offerta alcuna possibilità di lavoro e di vita degna”.
“E forse qualcuno dirà che la gente è d’accordo. Cosa deve fare un popolo oppresso quando non ha alcun soccorso, né interno né esterno? Deve forse morire per l’ideale di patria? No, stringerà a sé la sua piccola vita e quella dei suoi figli per avanzare in un mondo totalmente diventato ostile” conclude. (L.M.) (Agenzia Fides 18/2/2025)


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